Una intera sezione del libro IV dell’Harmonie Universelle di Mersenne è dedicato alle percussioni tra le quali spiccano le campane.

Dopo una lunga ed approfondita discussione su forma e materiale di costruzione al fine di ottenere un suono aggraziato e intonato, descrive uno strumento in uso presso i belgi (…quod Galli vocant Carillons…).

Lo strumento, fatto per diffondere melodie nella città, risulta, a detta di Mersenne, più gradevole del clavicembalo, della spinetta o dell’organo sebbene per farlo suonare si debba anche prendere a pugni le leve.

Infatti non si può suonarlo solo con le dita ma è necessario agire anche con i palmi e con i pugni.

Mersenne descrive e disegna uno strumento composto da 33 campane che lui vide nella torre della chiesa della Santa Vergine in Antwerp. Veniva suonato dal suolo e un sistema di lunghe corde azionavano il meccanismo che faceva suonare le campane sulla torre.

Carillon

Il sistema non è stato molto modificato negli anni, come si può vedere dal primo filmato di una chiesa francese. La suonatrice, che esegue una sarabande di Handel, usa dita, palmi delle mani, pugni e piedi per ottenere effetti diversi esattamente come descritto da Mersenne.

Il secondo vide mostra il sistema automatico che è installato nella Oude Kerk di Amsterdam. come si può osservare, a parte il meccanismo, il sistema non cambia. Non sempre le campane antiche però sono intonate, visto il passare degli anni.

Il terzo filmato invece mostra il musicista che suona in piedi, ma il risultato è lo stesso. La torre campanaria è quella della dell’Università Cornell a New York. La particolarità per cui ho scelto questo filmato, oltre all’intonazione delle campane. è l’attualità dei pezzi suonati che dimostra che uno strumento rinascimentale non scompare con la musica per cui è nato.

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